1.3 Chi guadagna davvero e come

Nella lezione precedente abbiamo visto che i grafici eliminano l'informazione che serve e creano aspettative dannose. Ma se non funzionano i grafici e gli indicatori, cosa funziona? La risposta la trovi guardando chi guadagna effettivamente sui mercati in modo costante.

I due lati del mercato

In ogni mercato ci sono sempre due lati. Da un lato ci sono i trader che vogliono comprare o vendere adesso, con urgenza: usano ordini a mercato ("Comprami al prezzo corrente, qualsiasi esso sia") e pagano un prezzo per questa urgenza. Dall'altro lato ci sono i trader che aspettano di essere eseguiti: piazzano ordini limite ("Compro a questo prezzo e non di più, se qualcuno me lo vende bene, altrimenti aspetto") e vengono pagati per questa pazienza.

Il market maker sta sempre dal lato che aspetta, e il prezzo che incassa per la sua pazienza è lo spread: la differenza tra il prezzo a cui compra (bid) e il prezzo a cui vende (offer).

Non è un scommettitore, è un bookmaker. Il bookmaker non scommette su chi vincerà la partita, ma costruisce le quote in modo da guadagnare indipendentemente dal risultato. Il market maker fa esattamente la stessa cosa con lo spread.

Il vantaggio matematico dello spread

Per capire quanto è potente questa differenza, facciamo un esercizio con numeri concreti.

Prendiamo uno spread semplice: Bid 100 / Offer 101.

Scenario A: compri sull'offer (a 101), come fa il trader retail

Dopo l'acquisto, il prezzo può salire di 1 tick, restare fermo, o scendere di 1 tick. Per ogni livello, puoi uscire vendendo sul bid o sull'offer, il che dà 6 possibili risultati:

Prezzo dopo Esci sul bid Esci sull'offer
Sale a 102 Vendi a 102 → +1 tick Aspetti offer a 103 (improbabile)
Resta a 100/101 Vendi a 100 → -1 tick Vendi a 101 → pareggio
Scende a 99/100 Vendi a 99 → -2 tick Vendi a 100 → -1 tick

Risultato: solo 1 esito su 6 è un profitto, 2 sono pareggi e 3 sono perdite. Il trader retail ha il 17% di probabilità di guadagnare su qualsiasi spread casuale.

Scenario B: compri sul bid (a 100), come fa il market maker

Stessa situazione, stessi 6 possibili esiti, ma i numeri si ribaltano:

Prezzo dopo Esci sul bid Esci sull'offer
Sale a 101/102 Vendi a 101 → +1 tick Vendi a 102 → +2 tick
Resta a 100/101 Vendi a 100 → pareggio Vendi a 101 → +1 tick
Scende a 99/100 Vendi a 99 → -1 tick Vendi a 100 → pareggio

Risultato: 3 esiti su 6 sono profitti (di cui uno doppio), 2 sono pareggi e solo 1 è una perdita. Il market maker ha l'83% di probabilità di non perdere su qualsiasi spread casuale.

[ diagramma comparativo dei due scenari: a sinistra "Comprare sull'offer" (17% probabilita di guadagno), a destra "Comprare sul bid" (83% probabilita di guadagno), con i 6 esiti colorati in verde (guadagno), giallo (pareggio) e rosso (perdita)]

Rileggi quei numeri: da un lato il 17%, dall'altro l'83%, sullo stesso mercato e nello stesso momento. L'unica differenza è dove piazzi l'ordine. Questo è il motivo per cui esistono intere aziende il cui unico modello di business è "fare lo spread", dai broker CFD alle piattaforme forex. Lo spread è potentissimo, e la maggior parte dei retail lo regala sistematicamente a qualcun altro.

I tre numeri che contano

Nel nostro approccio ci sono tre metriche fondamentali.

1. Win Rate (tasso di vittoria), obiettivo: 80%

Su 10 trade, 8 si chiudono in profitto. È un numero realistico? Sì, perché se operi dal lato giusto dello spread parti già con l'83% di probabilità di non perdere, e aggiungendo la capacità di leggere il flusso e il valore del mercato in tempo reale quel numero può solo migliorare.

2. Scratch Rate (tasso di pareggio), obiettivo: 10%

Lo scratch è un'operazione chiusa in pareggio, in cui compri e vendi allo stesso prezzo. Non guadagni, ma non perdi (a parte le commissioni). Lo scratch non è un fallimento, è un successo difensivo: hai valutato che le condizioni non erano favorevoli e sei uscito senza danni.

3. La regola del 90%

Combinando win rate e scratch rate:

80% vittorie + 10% scratch = 90% di operazioni che non ti costano nulla (o ti fanno guadagnare).

Solo il 10% risulta in una perdita, e queste perdite, se gestite correttamente con uscite rapide e perdite minime, hanno un impatto marginale sul risultato complessivo.

[ infografica con i tre numeri obiettivo dello scalper professionista: 80% operazioni in guadagno, 10% scratch (pareggio), 10% perdite, rappresentati come barra orizzontale colorata]

La dimensione del tick

Non tutti gli strumenti sono uguali, e la dimensione del tick influenza il rapporto tra profitto e costo.

Strumenti con tick grande (es. Treasury Bond, tick da $31.25):

  • Un tick di profitto ≈ $28 al netto delle commissioni
  • Uno scratch ≈ $3.50 di costo (solo commissioni)
  • Il profitto è circa 8 volte lo scratch
  • Puoi permetterti più scratch: ad esempio 60% vittorie + 30% scratch funziona benissimo

Strumenti con tick più piccolo (es. E-Mini S&P 500, tick da $12.50):

  • Un tick di profitto ≈ $9 al netto delle commissioni
  • Uno scratch ≈ $3.50 di costo
  • Il profitto è circa 2.5 volte lo scratch
  • Servono win rate più alti (70%+) per compensare

In entrambi i casi, l'obiettivo resta lo stesso: massimizzare la percentuale di trade che non perdono denaro.

Il potere della frequenza

La differenza tra lo scalping e il trading direzionale non è solo nel tasso di successo, è nella frequenza. Lo spread si presenta continuamente, decine di migliaia di volte ogni giorno di trading: uno scalper opera sullo spread con decine di opportunità al giorno, mentre un trader direzionale ne trova 2-3.

Facciamo il confronto:

Il trader direzionale: 2 trade al giorno × 15 tick medi × 35% win rate. Le perdite sui trade sbagliati (il 65%) cancellano rapidamente i profitti.

Lo scalper: 20 trade al giorno × 1 tick × 75% win rate = 15 tick di profitto lordo, con sole 5 perdite da gestire e minimizzare.

La frequenza è il moltiplicatore che trasforma un piccolo margine in risultati significativi. E c'è un altro vantaggio cruciale: alla fine di ogni sessione sei flat, senza posizioni aperte, senza rischio overnight, senza gap mattutini a sorpresa e senza ansia da posizione aperta.

L'errore più costoso

C'è un concetto che molti principianti sottovalutano: su decine di trade al giorno, anche un solo tick di differenza tra una perdita e un pareggio produce un impatto enorme sul risultato finale.

Se fai 30 trade al giorno e su 5 di questi perdi 1 tick invece di fare scratch, sono 5 tick persi, che diventano 25 in una settimana e 100 in un mese. Su un E-Mini S&P 500, 100 tick sono $1.250. La disciplina di uscire in pareggio quando il trade non funziona, invece di aspettare sperando che "torni", è forse la competenza più importante che svilupperai in questo corso.

Cosa serve per cominciare

Per operare in stile market maker ti servono tre cose:

  1. Una piattaforma con DOM e Tape: qualsiasi piattaforma di trading futures li offre (NinjaTrader, Sierra Chart, Jigsaw, e altre)
  2. Un mercato con spread di 1 tick: la maggior parte dei principali futures (ES, NQ, FESX, FGBL, ZB, ZN) hanno spread regolare di 1 tick durante le ore attive
  3. Le competenze che imparerai in questo corso: sapere cosa guardare e come interpretarlo

Non servono indicatori speciali, sistemi automatici o abbonamenti a segnali. Servono i tuoi occhi, il tuo DOM, il tuo tape e un processo chiaro.

Il DOM Drift Signal, il nostro strumento software, automatizza e quantifica molte di queste valutazioni. Lo introdurremo man mano nelle prossime lezioni, ma prima imparerai a fare tutto a occhio, perché capire cosa stai guardando è il prerequisito per usare qualsiasi strumento con intelligenza.


Punti chiave

  • Il market maker non è un scommettitore, è un bookmaker: guadagna dallo spread indipendentemente dalla direzione
  • Comprare sul bid dà l'83% di probabilità di non perdere, comprare sull'offer solo il 17%, sullo stesso mercato e nello stesso momento
  • Obiettivo: 80% win rate + 10% scratch rate = 90% di trade che non perdono
  • La dimensione del tick conta: strumenti con tick grande (Treasury Bond) perdonano più scratch, strumenti con tick piccolo (E-Mini) richiedono win rate più alti
  • La frequenza è il moltiplicatore: 20 trade al giorno × 220 giorni trasformano 1 tick in risultati significativi
  • Ogni tick conta: la differenza tra scratch e perdita si compone nel tempo

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